Glossario

CANONE: prezzo dell’affitto, se non specificato si intende annuale. Esistono contratti di affitto a canone concordato, ovvero stabilito dalle parti entro limiti minimo e massimo prefissati dalla legge, e contratti di affitto a canone libero, ovvero stabilito dalle parti in base alla legge della domanda e dell’offerta: cercherò di ottenere il massimo che l’altra parte è disposta a concedere. Il canone libero è anche detto canone di mercato.

CAPARRA: somma di denaro versata a garanzia della sottoscrizione di un futuro contratto. Tecnicamente è diversa dal deposito cauzionale, anche se nel linguaggio comune caparra e deposito cauzionale sono spesso usati come sinonimi ed è uso parlare di caparra nei contratti di affitto. In realtà è rarissimo che in caso di affitto si versi una caparra, mentre è pressoché universale il ricorso ad un deposito cauzionale. Vd. alla voce DEPOSITO CAUZIONALE.

CATEGORIA CATASTALE:

CAUSA DI TRANSITORIETA’: requisito che almeno uno tra locatore e inquilino deve avere per poter stipulare un contratto transitorio. Attenzione: per contratti transitori che durino più di 30 giorni è necessario allegare al contratto un documento che comprovi la causa di transitorietà che si dichiara di avere.
Le cause di transitorietà valide per la stipula di un contratto transitorio sono specificate negli accordi locali sottoscritti dai sindacati di proprietari e inquilini nelle varie città italiane. Di conseguenza variano da luogo a luogo.
Per conoscere quelle di Milano, leggere il punto 5.2 cliccando qui. In sostanza è accettata qualunque causa di transitorietà purché documentata e avente una data certa. Ad esempio un lavoratore che abbia un contratto a termine di un anno può stipulare un contratto transitorio adducendo come causa di transitorietà  il contratto di lavoro e allegandolo al contratto di affitto transitorio.

CEDOLARE SECCA: tassa sul canone di locazione alternativa al pagamento dell’Irpef sui redditi derivanti dall’affitto e già comprensiva dell’imposta di registrazione del contratto e dell’imposta di bollo (che quindi, se si sceglie la cedolare secca, non vanno versate).
L’aliquota della cedolare secca, da calcolare sul canone annuo, è del 21% in caso di contratto ad uso abitativo a canone libero (il 4+4); è invece del 10% in caso di contratti ad uso abitativo a canone concordato, sia transitorio che 3+2.
Se invece il locatore sceglie di pagare tramite l’Irpef ordinaria, i redditi dell’affitto si sommano a tutti i suoi eventuali redditi ulteriori e l’aliquota dipende dal totale a cui si arriva (qui le aliquote Irpef in vigore). Inoltre in questo caso al momento della registrazione del contratto il locatore deve pagare l’imposta di registrazione e l’imposta di bollo (vd. sotto). forse abbreviare e fare un articolo sulle tasse (nb riduzione forfettaria 5% imponibile irpef da locazione)

CONDUTTORE: chi prende in affitto un immobile, ossia l’inquilino o affittuario del linguaggio comune.

CONTRATTO TRANSITORIO: contratto di affitto ad uso abitativo che dura al massimo 18 mesi e non prevede nessun rinnovo automatico. Per stipulare un contratto transitorio, almeno una delle parti deve possedere una causa di transitorietà tra quelle previste (per esempio, avere un contratto di lavoro a termine). Nelle grandi città il canone d’affitto per questo contratto è deciso dal proprietario all’interno di limiti prefissati dalla legge in base alle caratteristiche della casa.

DEPOSITO CAUZIONALE: somma di denaro che il locatore può richiedere all’inquilino al momento della stipula del contratto per tutelarsi dall’eventuale morosità e da eventuali danni all’immobile. Per legge il deposito cauzionale non può mai superare le tre mensilità di canone.
Attenzione: il deposito cauzionale produce interessi legali che spettano all’inquilino. Il locatore è obbligato a versarglieli al termine di ogni anno o, se non ha adempiuto annualmente, al termine del contratto di affitto. Se il locatore non versa gli interessi all’inquilino, questi può rivolgersi all’autorità giudiziaria per veder garantito il proprio diritto.
Attenzione: al termine del contratto di affitto, se l’inquilino ha pagato tutte le mensilità, il locatore non può unilateralmente trattenere il deposito cauzionale. Infatti, a fronte di danni all’immobile il locatore o trova un accordo con l’inquilino o deve ricorrere al giudice, che stabilirà se e quanto del deposito cauzionale gli spetti. Se il locatore trattiene il deposito unilateralmente (cioè senza presentare istanza al giudice), l’inquilino può rivolgersi all’autorità giudiziaria per ottenere la restituzione del denaro.
Al contrario, il locatore può trattenere unilateralmente il deposito cauzionale in caso di morosità dell’inquilino (ovviamente, se ha chiesto tre mensilità di deposito cauzionale e la morosità dell’inquilino è su due mesi, il locatore non può trattenere l’intero deposito cauzionale, ma solo la cifra che gli spetta).
Da parte sua, l’inquilino non può rifiutarsi di pagare gli ultimi mesi di affitto invitando il locatore a trattenere il deposito. Infatti in questo caso il locatore perderebbe ogni garanzia contro eventuali danni all’immobile. Perciò l’inquilino è obbligato a pagare tutte le mensilità fino all’ultima. 

LOCATORE: chi concede in affitto un immobile, solitamente il proprietario o un affittuario che sub-affitta.

LOCAZIONE: contratto con cui Tizio affitta a Caio un bene non produttivo, per esempio una casa, un capannone industriale privo di tutto tranne che delle mura e così via. Tecnicamente è diverso da “affitto”, che si riferisce a beni produttivi, per esempio un terreno agricolo o un capannone industriale attrezzato. Nel nostro sito, però, come nel linguaggio comune, “locazione” e “affitto” sono usati come sinonimi.

RINNOVO AUTOMATICO OBBLIGATORIO: rinnovo del contratto di affitto alle stesse condizioni che scatta automaticamente e obbligatoriamente, senza bisogno che le parti debbano fare nulla. Nei contratti di affitto la durata espressa con una somma, per esempio “contratto 4+4”, indica che il contratto dura 4 anni, al termine dei quali verrà rinnovato automaticamente e obbligatoriamente per altri 4 anni. Lo stesso vale per il contratto 3+2 a canone concordato.
Il locatore può sottrarsi al rinnovo automatico obbligatorio solo se: 1) occupa lui stesso, o i suoi figli o i suoi genitori, la casa affittata; 2) effettua una ristrutturazione integrale o demolisce l’immobile e realizza nuove costruzioni; 3) vende la casa e non ne ha un’altra casa da offrire all’inquilino, il quale comunque ha diritto di prelazione sulla casa in vendita; 4) è un ente pubblico o privato con finalità sociali, culturali o religiose e destina l’immobile al perseguimento di tali finalità. In questo caso il locatore deve offrire all’inquilino un altro immobile idoneo in cui possa risiedere; 5) la casa è gravemente danneggiata e sono necessari lavori per garantirne la stabilità; 6) l’inquilino ha la disponibilità di una alloggio libero e idoneo nello stesso comune; 7) l’inquilino non occupa continuativamente la casa senza giustificato motivo e senza averla sub-affittata.

SUB-AFFITTO: vd. SUB-LOCAZIONE

SUB-LOCAZIONE: contratto con cui Tizio affitta a Caio un bene che Tizio stesso ha affittato da Sempronio. Quindi: Tizio è il conduttore (rispetto a Sempronio) e il sub-locatore (rispetto a Caio); Caio è il sub-conduttore; Sempronio è il locatore.
Se la sub-locazione riguarda l’intera casa, è necessario il consenso di Sempronio. Invece, se la sub-locazione è parziale (ad esempio perché riguarda solo una stanza), non è necessario il consenso di Sempronio, ma è comunque necessario che Tizio (il conduttore/sub-locatore) lo informi tramite raccomandata su chi sarà il sub-conduttore (Caio, nel nostro caso), quanto durerà la sub-locazione e quali parti della casa saranno sub-locate.
Attenzione: nel caso dell’affitto transitorio, la sub-locazione, sia totale sia parziale, è vietata a meno che tra locatore e conduttore non ci sia un patto scritto che la consenta.

VISURA CATASTALE: documento sul quale sono riportati i dati identificativi di un determinato immobile. I principali dati identificativi presenti in una visura catastale sono: provincia, comune, foglio (anche detto mappale o mappa), particella, subalterno (generalmente abbreviato in “sub”), categoria catastale, superficie catastale e rendita catastale.
Alcuni di questi dati è necessario comunicarli all’inquilino e inserirli nel contratto di affitto, perciò è piuttosto utile avere copia della visura catastale dei propri immobili o comunque trascriverne i dati dopo averla consultata.
Il proprietario (anche proprietario di una quota parziale) può consultare gratuitamente la visura catastale del suo immobile: è sufficiente essere registrati al sito dell’Agenzia delle Entrate e avere il relativo codice PIN.
Se si è iscritti ai servizi finanziari online di Posteitaliane, si può richiedere la visura catastale del proprio immobile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, cliccando sulla seconda opzione (“visura catastale telematica”) di questa pagina. Il servizio costa 1,35€ ogni 10 immobili o frazione di 10 (in pratica, per un immobile costa 1,35€, per 10 immobili idem, ma per 11 immobili costa 2,70€).
Se non si è iscritti ai servizi finanziari online di Posteitaliane, si può richiedere la visura catastale presso l’Ufficio provinciale-Territorio dell’Agenzia delle Entrate (a Milano, in via Iginio Ugo Tarchetti 6, cap 20121; tel: 0263697111; fax: 0263697687; mail: UP_MILANO@AGENZIAENTRATE.IT; pec: up_milano@pce.agenziaterritorio.it).
In alternativa si può andare a richiedere la visura catastale in un Ufficio postale della rete “Sportello amico”. Cliccando su “trova ufficio postale” su questa pagina, scaricherete un excel con l’elenco di questi uffici postali. Attenzione: l’elenco segue l’ordine alfabetico a partire dal nome del comune (il primo è Agrigento e via così). forse abbreviare e fare articolo