Transitorio perché sì

La legge li chiama “contratti di locazione di natura transitoria”: niente paura, è solo un tipo di contratto di affitto, non troppo noto, non troppo diffuso, ma piuttosto vantaggioso! Già, proprio così, per noi comuni mortali possiamo stabilire una semplice equazione: locazione = affitto.

Chi si senta attratto dai giochi dell’Azzeccagarbugli li può trovare in nota, buon divertimento1!

E ora passiamo a “di natura transitoria”: in pratica sono contratti che possono durare da un minimo di un mese ad un massimo di 18 (quindi un anno e mezzo), ovviamente secondo gli accordi tra le parti. Insomma, sono contratti di affitto breve, ma decisamente diversi dall’affitto turistico (tipo airbnb)! Mentre questo dura per lo più qualche giorno o settimana, al contrario il simpatico “transitorio” è un affitto abitativo, per una casa in cui vivere, seppure per un periodo limitato.

Quindi: “contratti di locazione di natura transitoria” = affitto abitativo da uno a 18 mesi. Bene, interrogazione da 10 e lode. E che ci voleva! Da qui in poi basterà chimarlo “AffittoTransitorio!”.

Bella parafrasi, ottimo, ma i vantaggi quali sarebbero? Scioriniamone un po’.

Se siamo proprietari di una meravigliosa casa da affittare, il primo vantaggio è implicito nella definizione di affitto transitorio: dura al massimo 18 mesi. In altre parole, posso affittare la casa, guadagnarci un po’ – che non fa mai male – e riaverla a disposizione prima dell’Apocalisse, che anche questo non fa mai male: in quale occasione può servire meno una casa che durante l’Apocalisse?!

Scherzi a parte, non è male l’idea di affittare una casa sapendo di poterla riadattare ad altri scopi in un tempo breve: voglio darla a mia figlia, voglio andarci io, voglio questo o quell’altro, non so cosa voglio, voglio l’erba del vicino e via di voglio in voglio verso il paradiso delle possibilità.

Fantastico, veramente grazioso questo affitto transitorio, ma: e se mi è capitato di essere un inquilino in cerca di una casa? Vantaggi anche per te, si intende!

Se sei così fortunato da vivere in una delle nostre sovraffolate città – c’è un elenco ufficiale di quali siano le città sovraffolate (vd xxx), ma più o meno sono tutte quelle che vengono in mente, Milano in testa – ebbene, se sei così fortunato, l’affitto transitorio prevede che il canone applicato sia il “canone concordato”. Telegraficamente: in base a criteri stabiliti dai sindacati dei proprietari e degli inquilini, ogni casa ha un prezzo minimo e uno massimo entro cui proprietario e inquilino possono stabilire il canone effettivo. Se si va sotto o sopra i limiti stabiliti, si entra di diritto nell’illegalità, che poi è uno straordinario gioco di parole. Il punto è che il canone concordato, prendendo come riferimento il limite massimo, è in media del 40% inferiore ai prezzi di mercato.

A questo punto la palla torna al proprietario, già galvanizzato dall’elasticità dell’affitto transitorio, ma ora deluso dal canone concordato: “bello potermi adattare agli imprevisti della vita senza vincolare la casa fino al prossimo scudetto del Milan [a noi milanisti non è rimasta che l’autoironia, triste a dirsi], ma guadagno un bel po’ di meno!”

Ragioniamoci, c’è un’altra sorpresa: l’affitto transitorio prevede dei simpaticissimi sgravi fiscali. La cedolare secca si paga al 10% anziché al 20%: esatto, la metà. E anche IMU e TASI hanno forti riduzioni. Infine per l’affitto transitorio è prevista la possibilità di una maggiorazione del 20% rispetto al massimale del canone concordato. Vd detrazioni per inquilini. Fatti bene i conti, il nostro proprietario porterà a casa circa il 20% in meno che con un affitto a prezzo di mercato, decisamente buono rispetto al temuto 40%! E ovviamente potrà gestire la casa più comodamente, senza rinunciarvi per un lungo periodo.

Ultimo tassello, chicca per gli amanti del raziocinio: l’affitto transitorio è un affitto flessibile…allora perché paragonarne gli introiti con quelli degli affitti rigidi in cui la casa rimane inderogabilmente impegnata per lungo tempo (contratto standard 4+4)? Confrontiamo invece i guadagni con quelli degli affitti flessibili che vanno per la maggiore, chiaramente airbnb: et voilà, il guadagno medio è superiore di quattro volte, c’è molto meno lavoro da fare dato che non si tratta di cambiare inquilino al ritmo di ogni pochi giorni. Senza contare, en passant ma non troppo, che fuori dal centro non è proprio semplicissimo affittare con airbnb. Periodo da rifare per iulia

Dunque il messaggio è forte e chiaro: sei un inquilino, l’affitto transitorio conviene! Sei un proprietario, l’affitto transitorio conviene!

Saluti a tutti!

1 Nell’arcano linguaggio delle leggi locazione e affitto sono simili, ma non uguali. La locazione è il contratto con cui Tizio affitta (eh già!) a Caio un bene non produttivo (tipo una casa, un capannone industriale privo di tutto tranne che delle mura e così via). L’affitto è il contratto con cui sempre Tizio affitta (ebbene sì, di nuovo!) sempre a Caio un bene produttivo (tipo un terreno agricolo, un capannone industriale con macchinari, operai e tutto il resto, etc…).